LA CONSERVAZIONE
Preservare l’aroma e la freschezza nel tempo
Il metodo della carta assorbente e del barattolo di vetro
La prima regola fondamentale è trattare il tartufo come un organismo ancora vivo. Appena estratto dal terreno, inizia a disperdere umidità e profumo.
Per conservarlo correttamente, dimenticate sacchetti di plastica o carta stagnola. Il metodo scientificamente provato per mantenere intatte le proprietà organolettiche prevede l’uso di carta da cucina e vetro.
Non lavatelo: Lasciate la terra, funge da barriera protettiva.
Avvolgetelo: Ogni tartufo va avvolto singolarmente in carta assorbente (tipo Scottex).
Chiudetelo: Riponete i tartufi in un barattolo di vetro a chiusura ermetica.
Posizionatelo: Mettete il barattolo nella parte meno fredda del frigo.
Cura quotidiana: È imperativo cambiare la carta ogni giorno per evitare che l’umidità crei muffe.
LE TEMPISTICHE
Quanto dura il tartufo prima di rovinarsi?
Differenze di durata tra Tartufo Bianco e Tartufo Nero
Non tutti i tartufi hanno la stessa resistenza. Capire quanto tempo avete a disposizione è cruciale per pianificare il vostro pasto ed evitare sprechi costosi.
Tartufo Bianco Pregiato: È il più delicato in assoluto. Va consumato idealmente entro 3-5 giorni dalla raccolta. Dopo questo periodo, l’aroma inizia a svanire drasticamente e la consistenza diventa spugnosa.
Tartufo Nero (Invernale o Estivo): Possiede una scorza (peridio) più dura che lo protegge meglio. Se conservato con cura e con il cambio carta giornaliero, può durare dai 7 ai 10 giorni mantenendo una qualità eccellente.
Affetta Tartufi in Legno Professionale
Tartufo Nero Pregiato
Tartufo Nero Uncinato Fresco
LA PULIZIA
Preparare il fungo poco prima della cottura
Acqua fredda e spazzolino: la tecnica passo dopo passo
Molti rovinano il tartufo lavandolo troppo presto o con troppa foga. La pulizia è un rito che va eseguito soltanto 10 minuti prima di utilizzarlo. Se lo lavate e poi lo rimettete in frigo, marcirà velocemente.
Ecco come procedere per non sbagliare:
Passate il tartufo sotto un filo di acqua corrente fredda. Mai usare acqua calda.
Utilizzate uno spazzolino a setole medio-morbide per rimuovere la terra incrostata tra le rugosità.
Asciugatelo immediatamente e con molta cura con carta assorbente. Il tartufo deve arrivare sul piatto perfettamente asciutto per non diluire il sapore.
LA DEGUSTAZIONE
Come esaltare il sapore a tavola senza sprechi
Crudo o Cotto? Le regole d’oro per il Bianco e il Nero
L’errore gastronomico più grave è cuocere un tartufo che andrebbe mangiato crudo, o servire freddo un tartufo che necessita di calore.
Tartufo Bianco (Tuber Magnatum Pico): È termolabile, ovvero perde sapore con il calore. Va usato rigorosamente a crudo, affettato sottilmente all’ultimo secondo su piatti caldi (uova, pasta, fonduta) affinché il calore della pietanza liberi i profumi volatili verso il naso.
Tartufo Nero (Tuber Melanosporum): Al contrario, è termoresistente. Il suo aroma si “sveglia” con il calore. Può essere leggermente scaldato in padella con olio o burro (senza soffriggere) o usato in mantecatura per risotti.
GLI ABBINAMENTI
I migliori ingredienti per accompagnare il tartufo
Perché i grassi sono fondamentali per veicolare l’aroma
Il profumo del tartufo è chimicamente affine ai grassi (è liposolubile). Se grattugiate del tartufo su una fetta di pane secco o su una verdura bollita scondita, sentirete pochissimo sapore.
Per godere dell’esperienza completa, assicuratevi che il tartufo incontri una base grassa:
Burro di qualità o Olio EVO delicato.
Tuorlo d’uovo (cotto o marinato).
Formaggi (Parmigiano, Fontina, Taleggio).
Questi ingredienti catturano le molecole odorose del tartufo e le trattengono al palato, prolungando il piacere della degustazione.